sabato 6 settembre 2008
FUJIPET review
giovedì 17 gennaio 2008
Diana F+ Review (recensione della nuova camera di Lomography)

La fotocamera è assolutamente identica alla Diana+. L’unica differenza è che nella parte superiore trovano posto due fori che sono i contatti per il flash. Infatti la Diana F originale non era dotata di hot-shoe standard. In questa foto potete vedere i contatti della Diana F originale (a sinistra), e quelli dell’imitazione. La distanza dei fori è identica.
In questi contatti si inserisce l’apposito flash incluso nella confezione. Come potete vedere lo stile è totalmente vintage e perfettamente fedele all’originale.
Sottolineo subito che non avete nessuna speranza di usare questo flash con la Diana+ che avete acquistato poco tempo fa. Infatti, malgrado i progettisti della Diana+ avessero già in mente di dotarla di flash (nella Diana+ si nota la “canalina” per i fili elettrici come giustamente mi ha fatto notare Leatherheart in questo thread su Flickr http://www.flickr.com/groups/lomo-italia/discuss/72157603686794869/), nella Diana+ non ci sono i contatti.

Esaminiamo meglio il flash, confrontandolo con l’originale che utilizzava i “bulbi” ovvero piccole lampadine usa e getta, che ormai non si producono più. Nelle foto successive l’originale è quello più scuro. I contatti come vedete sono molto simili ma, ahimé, quelli del nuovo flash in realtà sono all’interno degli spinotti. Cosa vuol dire questo? Che il flash nuovo non può essere usato sulla Diana F originale, perché non ci entra e perché anche se lo appoggiate ai fori non c’è contatto elettrico in quanto, come dicevo prima, i contatti veri sono “interni”. Questo a mio parere è un grosso difetto di questo prodotto. Sarebbe stato bello poter usare le mie Diana F originali con un flash, ma purtroppo dovrò scervellarmi per costruirmi un flash tutto mio. Uffa! Sospetto che la scelta di Lomography sia dovuta ad una questione di regole internazionali sulla sicurezza degli apparecchi elettrici, in quanto tra i contatti del flash può scorrere una corrente sicuramente fastidiosa, e che a volte può anche provocare dei danni.

Tra i contatti si nota lo sportellino per la pila (una normale alcalina AA).

Su un lato trovate il pulsante di accensione.

Sull’altro lato c’è il pulsante per l’innesco manuale.

Sul retro del flash originale il “piripicchio” bianco serviva per bloccare la lampadina nell’apposito vano.

Qui invece è una luce rossa che indica che il flash è abbastanza carico per poter essere innescato.

Tanto per aggiungere qualcosa d’inutile, sono inclusi 12 pezzettini di plastica trasparente da apporre sul flash in modo da colorarne la luce. Non è una cosa che mi stuzzica molto, ma per chi volesse sperimentare……

Un’aggiunta interessante sono invece i due adattatori inclusi nella confezione. Uno serve per montare questo nuovo flash dallo stile vintage su qualsiasi macchina dotata di presa hot-shoe, mentre l’altro serve per montare sulla Diana F+ un qualsiasi flash esterno standard.


Non ho avuto ancora l’occasione giusta per usare questa Diana F+, ma data la smania di provarla ho scattato in fretta e furia un rullo in casa. Il flash non sembra molto potente, e questo a mio parere è una buona cosa, perché così non vengono troppo “sparati” i soggetti ravvicinati.

Conclusioni
Molti acquirenti si sono lamentati del fatto che questa macchina dotata di flash sia stata presentata solo pochi mesi dopo l’uscita della Diana+. Altri si lamentano dei prezzi della Lomography. Il punto però è che la Lomographic Society è l’unica azienda al momento che si basa sulla produzione di toycamera nuove! Progettare (anche se si tratta di imitazione), mettere in produzione un articolo nuovo, pagare gente che entri in contatto con le industrie cinesi, promuovere, etc etc, costa molto e quindi è abbastanza normale che i prezzi siano molto più alti di quelli di una Diana originale trovata al mercatino. Ma per trovarla al mercatino a un prezzo basso ormai dovete sudare, e su Ebay i prezzi sono molto simili a quelli della Diana+, ma senza la garanzia. Detto questo, anche io trovo che il prezzo di questa Diana F+ (80 euro) sia troppo alto, ma finché nessun altro si rimboccherà le maniche e produrrà una toycamera nuova, la Lomography potrà permettersi di tenere i prezzi così alti, perché sa di essere l’unica azienda che può soddisfare i maniaci come me. Lo so che nella fotografia è il fotografo quello che conta e non lo strumento, però volete mettere il piacere di aprire una scatola plasticosa contenente il tuo giocattolo nuovo? Qui oltre che di fotografia parliamo anche di gioco, divertimento e (perché no?!?) collezionismo.
Sfogliando il libro allegato alla Diana F+ ho notato in un’intervista a uno dei progettisti che la Lomography ha intenzione di basare sulla Diana+ un intero sistema medio formato plasticoso. Si accenna a un misterioso accessorio imminente (un fisheye forse? La butto lì….), nonché di future lenti intercambiabili, borse, varianti, edizioni speciali, etc. Certo quando costeranno troppo potremo fare benissimo a meno di acquistarle. Io per esempio ho resistito alla tentazione della Diana White Stripes perché costava davvero troppo. Però è bello sapere che oltre alle grandi aziende come Canon, Nikon, Pentax, che si occupano ormai solo di digitale, esiste qualcuno che continua a produrre macchine fotografiche analogiche non professionali totalmente NUOVE!!!
Se poi proprio non volete dare soldi a Lomography, ma volete una fotocamera nuova, allora con 10 euro comprese spese di spedizione dovreste riuscire ad accaparrarvi su Ebay una Vivitar Ultra Wide & Slim che come toycamera è davvero ottima.
In conclusione: vale la pena acquistare questa Diana F+.? Dipende……
Il flash vi permette di fotografare anche di sera e in ambienti chiusi, nonché potete usarlo come fill-in per evitare di avere in esterni soggetti in controluce che appaiono completamente neri. Però se volete anche il flash dovete pagare esattamente il doppio (80 euro) del prezzo della Diana+ senza flash (40 euro). Una bella sommetta.
Quindi se utilizzate poco o niente il flash, è meglio acquistare la Diana+ originale che, flash a parte, è identica e dà le sue belle soddisfazioni. Qualsiasi cosa scegliate: Buon divertimento!
mercoledì 7 novembre 2007
Diana De Luxe Review – Prima parte
Delle Diana ho scritto abbondantemente nei posts passati. Stavolta sono riuscito a procurarmi una Diana De Luxe non funzionante ma, come descritto nel post precedente, l’ho riparata senza grossi problemi. Amando immensamente la Diana, era da molto tempo che desideravo testare una Diana De Luxe, ed ecco quindi la prima parte di questa recensione.


La Diana De Luxe è stata venduta sotto diversi nomi. Per una lista più o meno esaustiva potete dare un’occhiata a questo link: http://www.allandetrich.com/diana.htmPer esempio ecco qui un altro modello che posseggo, chiamato Porst Happy

Caratteristiche
La Diana De Luxe si differenzia dal modello standard per alcune caratteristiche:
1) Una maggiore solidità. Malgrado sia sempre plasticosa, a tenerla in mano dà una buona sensazione di solidità. Sembra quasi una macchina seria!
2) Il connettore standard per il flash, che ho sempre desiderato sulle mie Diana per non essere limitato a fotografare solamente in pieno giorno. L’ho testato con un paio di flash standard e funziona perfettamente.
3) Il formato delle foto: 12 fotografie 6X6 su un rullo 120, al posto delle 16 in formato 4X4 del modello standard. Questa caratteristica è quella che mi incuriosiva di più, perché speravo che la lente fosse la stessa delle Diana standard e quindi nelle foto immaginavo ci sarebbe stato un effetto vignetta, e una sfocatura sui bordi, maggiore. Ma non è così purtroppo, a causa del quarto punto………
4) Una diversa tipologia di lente
5) Il pulsante di scatto si trova sulla parte superiore invece che sull’obiettivo
Qui si può vedere il classico selettore per le aperture. Non è presente purtroppo la posa Bulb. In basso si intravede la ghiera con le indicazioni in metri per la messa fuoco che si ottiene ruotando l'obiettivo.
Per chi non ama il sistema metrico decimale, dall'altra parte dell'obiettivo sono presenti le indicazioni in piedi.
Nell'interno scopriamo la presenza di due linguette metalliche per migliorare la tensione della pellicola.

Il sistema di blocco dei rulli è basato su delle lamelle metalliche flessibili che ricordano quelle della Diana+

Test e samples
La prima parte di questa prova l’ho fatta con un rullo bianco nero Fortepan 400.







Come avete visto in questa piccola gallery, l’effetto della lente non ricorda molto la Diana standard……………..purtroppo. Comunque nel prossimo weekend la testerò con un rullo a colori.
Continua…………
lunedì 8 ottobre 2007
Diana+: il test continua…..
Ma passiamo alle foto.
La maggior parte delle immagini sono state scattate con il fuoco impostato sulla distanza minima di 1-2 metri.







Si notano subito vignettatura e sfocatura ai massimi livelli, proprio come nelle Diana originali.
In queste due foto ho immortalato la stessa scena impostando la messa a fuoco prima sulla distanza ravvicinata e poi su infinito. Come si può notare la vignettatura e la sfocatura sui bordi è notevolmente maggiore nella messa a fuoco per soggetti ravvicinati.


Ok, diciamolo: adoro questa Diana+ alla follia! Anche se ho trovato un altro difetto qualitativo (se scattate molto lentamente, il diaframma a volte rimane aperto come se fosse in impostazione Bulb), la resa della lente è meravigliosa, davvero molto molto simile alla Diana originale.
continua………..
venerdì 28 settembre 2007
DIANA+ - La prima imitazione “originale” della Diana - Review
Della Diana originale ho già parlato in un precedente post, e questo mese, a opera della solita Lomographic Society, è stata messa in commercio una riedizione di questa mitologica fotocamera al prezzo di 40 euro. Naturalmente non potevo resistere alla tentazione di metterla alla prova e di pubblicare questa recensione.
Il package ha il solito stile giocattoloso ma “cool” dei prodotti della Lomographic, e include la macchina, il copriobiettivo, due “mascherine" di plastica che esaminerò dopo, il libretto delle istruzioni, e un un piccolo libro molto carino con storia e foto della Diana (il contenuto di questo libro lo potete trovare online all’indirizzo http://www.lomography.com/diana). In questa foto ho messo a confronto la Diana+ con il più classico dei modelli Diana (il modello n.151). Il colore della Diana+ però si avvicina più a quello della Diana F che ho mostrato in un post precedente.




Queste sono le due mascherine montabili all'interno




Purtroppo non ho avuto modo di testare la macchina all’esterno, perché ho una caviglia gonfia che mi blocca in casa, ma ho provato comunque a scattare un po’ di foto dalle finestre di casa, e utilizzare la posa B negli interni. Ecco una piccola gallery di esempi. Tutte le foto sono scattate nel formato 5,2x5,2 ovvero senza nessuna mascherina. Il rullo è un agfachrome rsxII 200 cross processed.
Queste foto le ho scattate con il setting nuvoloso e scatto normale.






Questa è quella che il manuale chiama Pinhole Premium, ovvero apertura pinhole (f150) e lente montata. Si nota che l'inquadratura è molto meno grandangolare e, malgrado ci sia la lente l'effetto vignetta non è molto marcato. Anche qui 5-6 secondi di esposizione.

Conclusione
Vediamo prima di tutto i punti negativi che ho riscontrato. Il primo è l’effetto vignettatura. Nel formato 5,2x5,2 risulta troppo esasperato e finisce per sembrare piuttosto “finto”, basta dare un’occhiata all’angolo in alto a destra di questa foto. Comunque nel formato 4x4 sembrerebbe più discreto.


Il secondo difetto è molto più grave invece: il dorso della fotocamera non si chiude perfettamente e il rullo tende a fuoriuscire dalla sua posizione ogni volta che si avvolge la pellicola, rendendo lo scorrimento molto difficoltoso. Il problema è dovuto al fatto che nella parte inferiore il "gancio" è praticamente inesistente.

Nella Diana originale invece la levetta che tiene il rullo funziona molto meglio, ma è molto fragile e si rompe facilmente.

Ho riscontrato che facendo pressione sul lato superiore e inferiore della macchina mentre si avvolge il rullo, la situazione migliora notevolmente.

Ma a parte tali difetti, questa fotocamera è splendida per diversi motivi. Dopo svariati tentativi della Lomographic di creare una nuova fotocamera giocattolo (vedi Actionsampler, Colorsplash, etc.), questa è la prima volta che ci si trova davanti a un prodotto davvero affascinante, e malgrado si tratti della copia di una vecchia camera, ha una serie di nuove caratteristiche che la rendono davvero unica. Inoltre Moominsean nel suo blog mostra come la lente della Diana+ riesce abbastanza bene a imitare l’effetto onirico dell’originale.
Comunque non è finita qui perché devo ancora fare delle foto di prova degne di questo nome, e devo ancora provare gli altri due formati delle foto.


