domenica 28 ottobre 2007

Diana De Luxe – come riparare l’otturatore - Diana De Luxe shutter fix

Dopo decine di fotocamere acquistate da Ebay, doveva pur capitare. Qualche giorno fa mi è arrivata una Diana De Luxe il cui otturatore non funzionava. Accidenti! Avrei potuto rispedirla al mittente e chiedere i soldi indietro, ma dato che l’ho pagata relativamente poco, ho deciso di tentare la riparazione. Naturalmente sulle caratteristiche della Diana De Luxe tornerò a parlare in un prossimo post. Qui mostrerò invece l’interno del meccanismo di scatto, in modo da dare ad altri la possibilità di ripararla con meno problemi.

La prima cosa da chiarire è che il corpo della Diana De Luxe, nonché della Diana standard, non presenta viti. Queste camere sono assemblate completamente a incastro e colla, per quello che ho potuto vedere. Quindi per poterla riparare è necessario……………”romperla”. Sì, purtroppo bisogna mettere in conto che qualche pezzo di plastica, molto probabilmente, si spaccherà. Ma dato che questo esemplare in mio possesso non funzionava, non ho rischiato di perdere molto. Probabilmente avrei potuto tentare l’utilizzo di qualche sostanza scollante, ma non ho voluto rischiare che la lente venisse intaccata.
Passiamo al resoconto. Prima di tutto ho dovuto decidere dove fare leva con la punta sottile di un cacciavite per tentare di scollare parte del barilotto dell’obiettivo. Nella foto potete vedere i 2 livelli su cui ho esercitato pressione fino a scollare (o più precisamente “spaccare”) le parti.


Facendo leva sul punto 1 (lungo tutta la circonferenza del barilotto) ho ottenuto il distaccamento della parte più esterna. Questa operazione è stata totalmente inutile, in quanto in questa sezione non ho trovato il meccanismo di scatto, ma solo il sistema di messa a fuoco, che potete osservare nelle foto.




Sono passato quindi al livello numero 2 che è quello che si trova all’altezza del selettore delle aperture, e stavolta ho raggiunto il meccanismo. Qui ho scoperto che una molla era fuoriuscita dal suo posto e l’ho sistemata facilmente. Inoltre la tendina dell’otturatore non scorreva bene, e spesso restava alzata, così ho piazzato un paio di gocce di Svitol qua e là.
In queste foto si possono vedere le 3 molle presenti nel meccanismo, e la tendina dell’otturatore (la lamina metallica presente nella parte centrale che, nel momento dello scatto, sale su per scoprire il foro, attraverso il quale passa la luce). Si può anche vedere l’unto dell’olio che ho messo :-)


La molla sistemata.............


Dato che da immagini statiche è difficile capire come funziona, ho pensato, una volta fatta la riparazione, di filmare l’interno del meccanismo di scatto in funzionamento. In questo modo, se anche voi doveste fare qualche riparazione, potete avere un’idea più precisa di quello che c’è da fare.



Al livello sottostante a quello del meccanismo di scatto, si intravedono gli ingranaggi per innescare il flash, ma visto che questo funzionava, ho pensato bene di lasciarlo stare.
Naturalmente alla fine ho rincollato il tutto.
Ora la colla si sta asciugando, così nei prossimi giorni potrò finalmente testare la mia prima Diana De Luxe……….stay tuned.

mercoledì 17 ottobre 2007

Quinta Giornata Mondiale delle Fotocamere Giocattolo


Il 20 ottobre è la quinta giornata mondiale delle fotocamere giocattolo (World Toy Camera Day). Sulla falsariga del Pinhole Day (http://www.pinholeday.org/), il sito http://www.toycamera.com/ e una folla di volenterosi appassionati, hanno inventato questa giornata dove, tutti gli amanti delle toy camera sono invitati a fotografare a più non posso con le loro fotocamere di plastica. E’ un puro pretesto ma sicuramente l’idea è divertente, e dietro non c’è nessuna grossa corporation. Solo puro divertimento. Inoltre Beck ha creato un gruppo su Flickr (http://www.flickr.com/groups/worldtoycameradayand_then_some/ ) per raccogliere le foto scattate quel giorno e, lei ed altri generosi, hanno messo a disposizione alcuni premi per le fotografie che riterranno più belle. Per il concorso dovete postare nel suddetto gruppo una sola foto tra quelle scattate il 20 ottobre 2007 con il tag: WTCD2007E

lunedì 8 ottobre 2007

Diana+: il test continua…..

Finalmente la mia caviglia si è sgonfiata quel tanto che basta da permettermi di fare un giro fotografico nelle solite campagne intorno a casa mia. Avevo una gran voglia di mettere seriamente alla prova la mia nuova Diana+, dopo le prove superficiali del post precedente. Stavolta ho scattato in bianco e nero con un rullo T-Max100. L’avvolgimento della pellicola è andato molto meglio, anche se a dire il vero, per sicurezza, ho sempre premuto sui lati, come specificato nel post precedente. Il cielo era parzialmente nuvoloso e quindi, visto che la pellicola era di soli 100 ASA, ho impostato il setting su nuvoloso pieno. All’interno della macchina ho inserito la mascherina 4,6x4,6, che è quella che permette di fare 16 foto nel cosidetto formato panoramico vale a dire che se siete abbastanza precisi nell’avvolgimento, vi ritrovate le foto sulla pellicola una appiccicata all’altra. Dato che comunque le foto si sovrappongono di poco o niente, ho sfruttato questo sistema non tanto per fare foto panoramiche, quanto per ottenere 16 scatti un po’ più grandi del solito formato 4,2x4,2 delle Diana. Un'altra volta proverò a fare qualche panoramica, magari a colori.
Ma passiamo alle foto.

La maggior parte delle immagini sono state scattate con il fuoco impostato sulla distanza minima di 1-2 metri.



Si notano subito vignettatura e sfocatura ai massimi livelli, proprio come nelle Diana originali.

In queste due foto ho immortalato la stessa scena impostando la messa a fuoco prima sulla distanza ravvicinata e poi su infinito. Come si può notare la vignettatura e la sfocatura sui bordi è notevolmente maggiore nella messa a fuoco per soggetti ravvicinati.


Ok, diciamolo: adoro questa Diana+ alla follia! Anche se ho trovato un altro difetto qualitativo (se scattate molto lentamente, il diaframma a volte rimane aperto come se fosse in impostazione Bulb), la resa della lente è meravigliosa, davvero molto molto simile alla Diana originale.

continua………..

venerdì 28 settembre 2007

DIANA+ - La prima imitazione “originale” della Diana - Review

Introduzione
Della Diana originale ho già parlato in un precedente post, e questo mese, a opera della solita Lomographic Society, è stata messa in commercio una riedizione di questa mitologica fotocamera al prezzo di 40 euro. Naturalmente non potevo resistere alla tentazione di metterla alla prova e di pubblicare questa recensione.

Caratteristiche
Il package ha il solito stile giocattoloso ma “cool” dei prodotti della Lomographic, e include la macchina, il copriobiettivo, due “mascherine" di plastica che esaminerò dopo, il libretto delle istruzioni, e un un piccolo libro molto carino con storia e foto della Diana (il contenuto di questo libro lo potete trovare online all’indirizzo http://www.lomography.com/diana). In questa foto ho messo a confronto la Diana+ con il più classico dei modelli Diana (il modello n.151). Il colore della Diana+ però si avvicina più a quello della Diana F che ho mostrato in un post precedente.

La Lomographic ha fatto uno splendido lavoro nel copiare il corpo originale della Diana. Le uniche differenze sono, nella parte inferiore, la presa per il treppiedi e il logo Lomography……

….e nella parte posteriore il contapose. Questa differenza è dovuta a delle nuove possibilità messe a disposizione dalla Diana+. Infatti la fotocamera originale permetteva di scattare 16 foto su un rullo 120 nel formato 4x4, e anche la Diana+, inserendo l’apposita mascherina di plastica all’interno, permette la stessa cosa. Ma in più la Diana+ permette di scattare 12 pose nel formato 5,2x5,2. E tramite un’altra mascherina 16 scatti formato 4,6x4,6, tutti “appicicati” uno dietro l’altro per poter avere un effetto “Panorama” (spero presto di poterlo provare). Naturalmente a seconda del formato scelto sarà necessario impostare il contapose sulla posizione giusta, esattamente come si fa sulla Holga.


Queste sono le due mascherine montabili all'interno

Come l’originale, la Diana Plus ha le classiche tre impostazioni per il diaframma: Sole (f22), parzialmente nuvoloso(“f16”) e nuvoloso(f11), ma in più troviamo anche l’impostazione P che sta per Pinhole! E qui arriva una caratteristica interesantissima della Diana+: è possibile rimuovere l’obiettivo per farla diventare una camera a foro stenopeico!

Infine, l’ultima novità è la presenza di un piccolo pezzo di plastica legato alla macchina tramite un laccio, che permette, inserendolo nella feritoia della leva dello scatto, di bloccarlo, in modo da rendere più facili le riprese pinhole con poca luce, che potrebbero richiedere anche ore di esposizione. Naturalmente per le foto a foro stenopeico sarà necessario impostare l’impostazione Bulb. La velocità di scatto normale invece è di 1/60 di secondo.


Test and samples
Purtroppo non ho avuto modo di testare la macchina all’esterno, perché ho una caviglia gonfia che mi blocca in casa, ma ho provato comunque a scattare un po’ di foto dalle finestre di casa, e utilizzare la posa B negli interni. Ecco una piccola gallery di esempi. Tutte le foto sono scattate nel formato 5,2x5,2 ovvero senza nessuna mascherina. Il rullo è un agfachrome rsxII 200 cross processed.

Queste foto le ho scattate con il setting nuvoloso e scatto normale.



Queste con il setting Bulb (un paio di secondi di apertura)



Questa con posa Bulb al buio, bloccascatto, e flash azionato manualmente.

Questa invece l'ho fatta con l'opzione pinhole (5/6 secondi di esposizione). La foto non è un granchè ma le possibilità sono interessanti.




Questa è quella che il manuale chiama Pinhole Premium, ovvero apertura pinhole (f150) e lente montata. Si nota che l'inquadratura è molto meno grandangolare e, malgrado ci sia la lente l'effetto vignetta non è molto marcato. Anche qui 5-6 secondi di esposizione.



Conclusione
Vediamo prima di tutto i punti negativi che ho riscontrato. Il primo è l’effetto vignettatura. Nel formato 5,2x5,2 risulta troppo esasperato e finisce per sembrare piuttosto “finto”, basta dare un’occhiata all’angolo in alto a destra di questa foto. Comunque nel formato 4x4 sembrerebbe più discreto.

Il secondo difetto è molto più grave invece: il dorso della fotocamera non si chiude perfettamente e il rullo tende a fuoriuscire dalla sua posizione ogni volta che si avvolge la pellicola, rendendo lo scorrimento molto difficoltoso. Il problema è dovuto al fatto che nella parte inferiore il "gancio" è praticamente inesistente.

Nella Diana originale invece la levetta che tiene il rullo funziona molto meglio, ma è molto fragile e si rompe facilmente.


Ho riscontrato che facendo pressione sul lato superiore e inferiore della macchina mentre si avvolge il rullo, la situazione migliora notevolmente.


Ma a parte tali difetti, questa fotocamera è splendida per diversi motivi. Dopo svariati tentativi della Lomographic di creare una nuova fotocamera giocattolo (vedi Actionsampler, Colorsplash, etc.), questa è la prima volta che ci si trova davanti a un prodotto davvero affascinante, e malgrado si tratti della copia di una vecchia camera, ha una serie di nuove caratteristiche che la rendono davvero unica. Inoltre Moominsean nel suo blog mostra come la lente della Diana+ riesce abbastanza bene a imitare l’effetto onirico dell’originale.
Comunque non è finita qui perché devo ancora fare delle foto di prova degne di questo nome, e devo ancora provare gli altri due formati delle foto.

lunedì 24 settembre 2007

domenica 9 settembre 2007

35 mm in 127 camera – tutorial

Come usare un rullino da 35 millimetri al posto di un rullo formato 127

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http://www.coagula.org/albedo/come-usare-un-rullino-da-35-millimetri-al-posto-di-un-rullo-formato-127/

Bencini Comet II review

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